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Acanthogorgia hirsuta


Non ApplicabileCarente di DatiLCQuasi MinacciataVulnerabileIn PericoloIn Pericolo CriticoEstinta nella RegioneEstinta in Ambiente SelvaticoEstinta

Tassonomia

RegnoPhylumClasseOrdineFamiglia
ANIMALIACNIDARIAANTHOZOAALCYONACEAACANTHOGORGIIDAE

Nome scientificoAcanthogorgia hirsuta
DescrittoreGray, 1857

Informazioni sulla valutazione

Categoria e criteri
della Lista Rossa
Minor Preoccupazione (LC)
Anno di pubblicazione 2014
AutoriMarzia Bo, Carlo Cerrano, Giuseppe Corriero, Giorgio Bavestrello, Eva Salvati, Roberto Sandulli
RevisoriLeonardo Tunesi
CompilatoriEva Salvati, Marzia Bo, Carlo Rondinini, Alessia Battistoni, Corrado Teofili
RazionaleLa specie mostra una ampia distribuzione, non vi sono tuttavia al momento dati concreti che possano quantificare eventuali declini e pertanto è valutata a Minor Preoccupazione (LC).

Areale Geografico

DistribuzioneSpecie Atlanto-mediterranea, segnalata in Mar Ligure, Tirreno, Canale di Sicilia e Ionio.

Popolazione

PopolazioneNel bacino mediterraneo è nota fondamentalmente per il bacino occidentale.
Tendenza della popolazioneUnknown

Habitat ed Ecologia

Habitat ed EcologiaColonizza fondali rocciosi o substrati duri secondari, come scheletri di corallo. Può formare estese praterie anche su fondi piuttosto instabili, come le tanatocenosi di corallo, in ambienti sia scarsamente che altamente sedimentati. Si ritiene che sia una specie a crescita rapida.
AmbienteMarino
Profondità
(metri sotto il livello del mare)
Min: 80 m
Max: 300 m


Minacce

Principali minacceSi tratta di una specie che viene comunemente raccolta nel bycatch dei pescatori, e non è escluso che fosse in passato molto comune in alcune aree (vedi Canale di Sicilia) sfruttate dalla pesca a strascico condotta su fondali detritici. In alcune aree del Mediterraneo (canyon del Golfo del Leone) sono stati segnalati casi di inquinamento da fanghi rossi sulle popolazioni di questa specie.

Misure di conservazione

Misure di conservazioneSe si dovessero identificare delle zone in cui le popolazioni sono in buone condizioni, quelle zone andrebbero certamente salvaguardate attraverso l'istituzione di aree marine protette pronfonde nelle quali vigono restrizioni alla pesca.

Bibliografia

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Bo, M., Canese, S., Spaggiari, C., Pusceddu, A., Bertolino, M., Angiolillo, M., Giusti, M., Loreto, M.F., Salvati, E., Greco, S., and Bavestrello, G. (2012a), Deep coral oases in the South Tyrrhenian Sea. PlosOne

Carpine, C., Grasshof, M. (1975), Les gorgonaires de la Méditerraneé. Bulletin de l'Institut Océanographique de Monaco pp. 1-140

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