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Bombina pachypus


Non ApplicabileCarente di DatiMinor PreoccupazioneQuasi MinacciataVulnerabileENIn Pericolo CriticoEstinta nella RegioneEstinta in Ambiente SelvaticoEstinta

Tassonomia

RegnoPhylumClasseOrdineFamiglia
ANIMALIACHORDATAAMPHIBIAANURABOMBINATORIDAE

Nome scientificoBombina pachypus
Descrittore(Bonaparte, 1838)
Nome comuneULULONE APPENNINICO
Note tassonomicheMolti autori considerano B. pachypus una sottospecie di B. variegata (Hofman et al. 2007, Zheng et al. 2009, Fijarczyk et al. 2011). Il taxon fu elevato a livello di specie da Lanza & Vanni (1991) soprattutto sulla base di dati elettroforetici preliminari pubblicati come abstract congressuali e sulla base di pregresse evidenze morfologiche (Guarino F.M., Picarello O. & Pellegrini M. in Sindaco et al. 2006). Canestrelli et al. (2006) discutono la filogeografia di questo taxon verificando che le popolazioni calabresi mostrano un variabilità genetica maggiore.

Informazioni sulla valutazione

Categoria e criteri
della Lista Rossa
In Pericolo (EN) A2ce
Anno di pubblicazione 2013
AutoriFranco Andreone, Claudia Corti, Francesco Ficetola, Edoardo Razzetti, Antonio Romano, Roberto Sindaco
RevisoriUZI, SHI
CompilatoriCarlo Rondinini, Alessia Battistoni, Valentina Peronace, Corrado Teofili
RazionaleValutata In Pericolo (EN) a causa del declino della popolazione, stimato più del 50% (ma inferiore all'80%) per declino dell'AOO (area effettivamente occupata) e una significativa riduzione degli individui maturi, negli ultimi 10 anni, probabilmente a causa della vulnerabilità alla chitridiomicosi.

Areale Geografico

DistribuzioneSpecie endemica dell' Italia, dove è presente sull'Appennino dalle province di Genova e Parma fino alla Calabria. Intervallo altitudinale preferenziale compreso tra 300 e 700 m (Appennino centro-settentrionale) e 600-1000 (Appennino centro-meridionale) di quota (Sindaco et al. 2006), supera di poco i 1900 metri sul versante lucano del massiccio del Pollino (Talarico et al. 2004). Non è presente nelle isole (Corti et al. In Sindaco et al. 2006).

Popolazione

PopolazioneUn tempo comune in habitat idonei. Tuttavia, nel corso degli ultimi 10 anni la specie è declinata in quasi tutto il suo areale (ad eccezione della Calabria, dove la popolazione rimane stabile). Da un'indagine su siti rappresentativi è emerso che tra il 1996 e il 2004 la specie è scomparsa da più del 50% dei siti esaminati (56 siti occupati nel 1996 contro 23 occupati nel 2004: Barbieri et al. 2004). Declini significativi sono stati registrati in Provincia di Siena (Piazzini et al. 2005), Abruzzo (Ferri et al. 2007), Provincia di Ancona (Fiacchini 2003), Lazio (Bologna et al. 2000, Bologna et al. 2007) ed Emilia-Romagna (Stagni et al. 2005).
Tendenza della popolazioneIn declino

Habitat ed Ecologia

Habitat ed EcologiaLa specie si rinviene in ambienti collinari e medio montani. Frequenta un'ampia gamma di raccolte d'acqua di modeste dimensioni, come pozze temporanee, anse morte o stagnanti di fiumi e torrenti, soleggiate e poco profonde in boschi ed aree aperte (F.M. Guarino, O. Picariello, A. Venchi in Lanza et al. 2007). Lo sviluppo larvale avviene nelle pozze. È presente anche in habitat modificati incluse aree ad agricoltura non intensiva, pascoli, canali di irrigazione.
AmbienteTerrestre, Acqua dolce
Altitudine
(metri sopra il livello del mare)
Max: 1700 m
Min: 20 m


Minacce

Principali minacceSi presume che la perdita di habitat delle zone umide dovuta alla captazione dell'acqua per scopi agricoli sia una potenziale minaccia per la specie. Alcune popolazioni sono molto piccole (10-12 individui [Mattoccia et al. 2005]) e a predominanza maschile: queste popolazioni sono soggette a estinzione locale per fattori stocastici. Ulteriore fattore di rischio è dovuto allo scarso successo riproduttivo degli ululoni appenninici in pozze di modeste dimensioni soggette a rapido disseccamento e ad eccessiva predazione sulle uova e sulle larve (Mirabile et al. 2004). La specie potrebbe anche essere minacciata dalla chitridiomicosi e si ipotizza che tale minaccia sia responsabile dei recenti e gravi declini della popolazione (Bologna e La Posta 2004, F.M. Guarino, O. Picarello & M. Pellegrini in Sindaco et al. 2006).

Misure di conservazione

Misure di conservazioneElencata in appendice II della Convenzione di Berna e nelle appendici II e IV della direttiva Habitat, in entrambi i casi con il nome di Bombina variegata. È presente nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), nel Parco Nzionale Pollino, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, nel Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, Val d'Agri e Lagonegrese e in altre aree protette (Temple & Cox 2009).

Bibliografia

Barbieri, F., Bernini, F., Guarino, F.M. e Venchi, A. (2004), Distribution and status of Bombina variegata in Italy. Italian Journal of Zoology n.Suppl. 1 pp. 83-90

Bologna M. A. & La Posta S. (eds) (2004), Monitoring the conservation status of threatened amphibian and reptile species of Italian fauna. Italian Journal of Zoology n.71, suppl.1: pp. 1-183

Bologna, M.A., Capula, M. e Carpaneto, G.M. (2000), Anfibi e Rettili del Lazio Fratelli Palombi Editori, Roma pp. 160

Bologna, M.A., Salvi, D. e Pitzalis, M. (2007), Atlante degli Anfibi e Rettili della provincia di Roma. Gangemi Editore, Roma

Ferri, V., Di Tizio, L. e Pellegrini, M.R. (2007), Atlante degli Anfibi d'Abruzzo. Ianieri-Talea Edizioni, Pescara

Fiacchini, D. (2003), Atlante degli Anfibi e dei Rettili della provincia di Ancona. Assessorato all'ambiente della provincia di Ancona. Nuove Ricerche Editore.

Fijarczyk, A., Nadachowska, K., Hofman, S., Litvinchuk, S.N., Babik,, W., Stuglik, M., Gollmann, G., Choleva, L.S., Cogalniceanu, D., Vukov, T., Uki , G.D. and Szymura J.M, (2011), Nuclear and mitochondrial phylogeography of the European fire-bellied toads Bombina bombina and Bombina variegata supports their independent histories. Molecular Ecology n.20 pp. 3381-3398

Hofman, S. , Spolsky, C., Uzzell, T., Cogalniceanu, D., Babik, W. and Szymura, J.M . (2007), Phylogeography of the fire-bellied toads Bombina: independent Pleistocene histories inferred from mitochondrial genomes. Molecular Ecology n.16: pp. 2301-2316

Lanza, B. & Vanni, S. (1991), Notes on the biogeography of the Mediterranean islands Amphibians Atti Conv. Lincei, Roma. pp. 335-344

Lanza, B., Andreone, F., Bologna, M.A., Corti, C., Razzetti, E. (2007), Fauna d'Italia, Amphibia Calderini, Bologna

Mirabile, M., Venchi, A., Bologna, M. (2004), Strategie riproduttive di Bombina variegata pachypus (Bonaparte, 1838) nel Parco Nazionale della Maiella. 5° Congr. Naz. S.H.I., Calci (Pisa), 29 settembre - 3 ottobre

Nascetti, G., Vanni, S., Bullini, L. and Lanza, B. (1983), Variabilità e divergenza genetica in popolazioni italiane del genere Bombina (Amphibia, Discoglossidae) Boll Zool. pp. 134-135

Piazzini, S., Favilli, L. e Manganelli, G. (2005), Atlante degli Anfibi della Provincia di Siena (1999-2004). Quaderni Naturalistici 1.

Sindaco, R., Doria, G., Razzetti, E. & Bernini, F. (2006), Atlante degli anfibi e rettili d'Italia Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa, Firenze

Stagni, G., Dall'Olio, R., Fusini, U., Mazzotti, S., Scoccianti, C. e Serra, A. (2005), Declining populations of Apennines yellow-bellied toad Bombina pachypus (Bonaparte, 1838) in northern Appennines, Italy: is Batrachochytrium dendrobatidis the main cause? Ital. J. Zool. n.71((Suppl. 2)): pp. 151-154

Talarico, E., Sperone, E., Tripepi, S. (2004), Amphibians of the Pollino National Park: distribution and notes on conservation. Ital. J. Zool. n.71 (suppl. 2) pp. 203-208

Temple, H.J. E Cox, N.A (2009), European Red List of Amphibians. Office for Official Publications of the European Communities., Luxembourg

Zheng, Y., Jinzhong Fu, J. and Li, S., (2009), Toward understanding the distribution of Laurasian frogs: A test of Savage's biogeographical hypothesis using the genus Bombina. Molecular Phylogenetics and Evolution n.52: pp. 70-83


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