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Lutra lutra


Non ApplicabileCarente di DatiMinor PreoccupazioneQuasi MinacciataVulnerabileENIn Pericolo CriticoEstinta nella RegioneEstinta in Ambiente SelvaticoEstinta

Tassonomia

RegnoPhylumClasseOrdineFamiglia
ANIMALIACHORDATAMAMMALIACARNIVORAMUSTELIDAE

Nome scientificoLutra lutra
Descrittore(Linnaeus, 1758)
Nome comuneLontra

Informazioni sulla valutazione

Categoria e criteri
della Lista Rossa
In Pericolo (EN) D
Anno di pubblicazione 2013
AutoriAnna Loy
RevisoriUZI, Atit
CompilatoriCarlo Rondinini, Alessia Battistoni, Valentina Peronace, Corrado Teofili
RazionaleLa consistenza numerica stimata è di 220-660 individui e quindi è possibile che il numero di indivdui in grado di riprodursi sia inferiore a 250. Per il principio di precauzione la specie è valutata In Pericolo (EN) per il criterio D. Areale probabilmente in espansione.

Areale Geografico

DistribuzioneIn Italia era originariamente diffusa in tutta la penisola, ma attualmente la popolazione risulta confinata in due nuclei lungo i corsi d'acqua che si estendono tra Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. Anche i nuclei minori che interessavano fino ad anni recenti (inizio anni 90) rispettivamente la Toscana meridionale e l'alto Lazio (fiumi Fiora, Farma, Merse, Albegna, lago di Burano) e l' Abruzzo (fiumi Orta, Orfento, Vella) non sono stati più rilevati in recenti indagini (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999; C. Prigioni & L. Boitani in Boitani et al. 2003). Recente la ricolonizzazione del Sangro in Abruzzo (De Castro e Loy, 2007), probabilmente dal nucleo molisano. Recentissimi il ritorno in Trentino (dall'Austria) e Friuli (dalla Slovenia) (Anna Loy com. pers.). Un esemplare investito ritrovato investito in Valtellina nel 2012 suggerisce la necessità di approfondire l'eventuale presenza di nuclei residui in Svizzera che potrebbero espandersi nei bacini italiani. Areale stimato di 38000 km2 (Fusillo et al. 2003). Areale apparentemente in aumento, anche se con segni di rarefazioni locali (es. alto Volturno (Anna Loy, com. pers.).

Popolazione

PopolazioneAllo stato attuale la Lontra nel nostro paese sopravvive soltanto in Italia meridionale (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999), anche se recenti ritrovamenti indicano una progressiva reinvasione di fiiumi trentini e friulani dai bacini limitrofi di Austria e Slovenia. Sebbene la lontra sia diffusa in tre continenti (Europa, Asia e Africa) la popolazione italiana meridionale è isolata dal resto delle popolazioni europee (Loy et al., 2004). Popolazione stimata in 230-660 individui (Prigioni 2006). Alcuni indici raccolti in aree campione e la lenta rioccupazione di parte dell'areale storico suggeriscono che la popolazione sia in crescita (Fusillo et al. 2003).
Tendenza della popolazioneIn aumento

Habitat ed Ecologia

Habitat ed EcologiaStrettamente legata all' ambiente acquatico, la Lontra vive prevalentemente in prossimità di fiumi, ruscelli e laghi di montagna fino a 1500 m s.l.m. Persiste anche in bacini stagionalmente in secca. Utilizza sporadicamente le zone costiere quali paludi, lagune, estuari e foci dei fiumi, canali di irrigazione e bacini artificiali (C. Prigioni & L. Boitani in Boitani et al. 2003). Necessita di una buona alternanza di acque più o meno profonde, a corso medio-lento. Gli ambienti frequentati debbono essere caratterizzati da una buona disponibilità di risorse trofiche (soprattutto pesce, ma anche crostacei e anfibi) e da abbondante vegetazione riparia o pareti rocciose scoscese con presenza diffusa di massi e cavià (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999).
AmbienteTerrestre, Acqua dolce
Altitudine
(metri sopra il livello del mare)
Max: 1500 m


Minacce

Principali minacceLe principali minacce per la specie sono l'inquinamento delle acque da composti polifenolici, il depauperamento della fauna (biomassa) ittica, la cementificazione degli argini, le collisioni con gli autoveicoli e le uccisioni illegali dovute anche al conflitto con la pesca e l'allevamento ittico (C. Prigioni & L. Boitani in Boitani et al. 2003, Loy et al., 2010). Le recenti estinzioni di alcune popolazioni isolate (delta del Po negli anni 1970, più recentemente il nucleo del Farma-Merse) potrebbero essere state causate da fattori demografici e stocastici.

Misure di conservazione

Misure di conservazioneElencata nell'appendice II della Convenzione di Berna (1979) e in appendice II, IV della direttiva Habitat (92/43/CEE). Inclusa nell'appendice I della CITES e indicata come Quasi Minacciata (NT) dalla Red List of Threatened Species della IUCN (Temple & Terry 2007). Legalmente protetta in Italia dal 1977, tuttavia buona parte del territorio che occupa non gode di nessuna forma di tutela (C. Prigioni & L. Boitani in Boitani et al. 2003). Il piano d'azione nazionale è stato pubblicato di recente (Panzacchi et al. 2011). Per assicurare una concreta protezione delle residue popolazioni occorre mantenere e migliorare la qualità dell' ambiente attraverso la conservazione della vegetazione riparia o il suo ripristino, il controllo delle opere di arginatura artificiale dei tratti fluviali, la regolamentazione dell' attività estrattiva di inerti dal greto e dalle rive dei fiumi, il controllo dell' inquinamento industriale delle acque, il ripristino qualitativo e quantitativo dei popolamenti ittici per mantenere una soddisfacente disponibilità alimentare per la specie, la tutela delle vie di dispersione degli individui tra bacini idrografici (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999, Carranza et al. 2011).

Bibliografia

Boitani, L., Lovari, S. & Vigna Taglianti, A. (2003), Fauna d'Italia, Mammalia III: Carnivora - Artiodactyla Calderini, Bologna

Carranza, M. L., D'Alessandro, E., Saura, S., Loy, A. (2012), Assessing habitat connectivity for semi-aquatic vertebrates. The case of the endangered otter in Italy. Landscape Ecology n.27(2) pp. 281-290

De Castro, G., Loy, A. (2007), Un nuovo censimento della lontra (Lutra lutra, Carnivora, Mammalia) nel fiume Sangro (Abruzzo): inizia la ricolonizzazione dell'Italia centrale? 68° CONVEGNO UNIONE ZOOLOGICA ITALIANA, Lecce, 24-27 Settembre 2007 pp. Riassunti: 105

Fusillo, R., Marcelli, M. & Boitani, L. (2003), Progetto di ricerca sulla lontra nel Parco Nazionale del Cilento e Valle di Diano. Relazione conclusiva

Loy, A., Boitani, L., Bonesi, L., Canu, A., Di Croce, A., Fiorentino, P. L., Genovesi, P., Mattei, L., Panzacchi, M., Prigioni, C., Randi, E., Reggiani, G. (2010), The Italian action plan for the endangered Eurasian otter Lutra lutra. HYSTRIX IT. J. MAMM. n.21(1) pp. 19-33

Loy, A., Bucci, L., Carranza, M.L., De Castro, G., Di Marzio, P., Reggiani, G. (2004), Survey and habitat evaluation for a peripheral population of the eurasian otter in Italy. IUCN Otter Spec. Group Bull. n.21: pp. 1-9

Panzacchi, M., Genovesi, P., Loy, A. (a cura di) (2011), Piano d'azione per la conservazione della lontra. Ministero per la Tutela dell'Ambiente, del Territorio e del Mare e ISPRA.

Prigioni, C. (2006), Otter Lutra lutra movements assessed by genotyped spraints in southern Italy Hystrix n.1 pp. 29-36


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